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	<title>linguaggio Archivi - Associazione Batticinque</title>
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	<description>Autismo e disturbi del neurosviluppo</description>
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	<title>linguaggio Archivi - Associazione Batticinque</title>
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		<title>Quali Parole: parliamo di autismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[silvia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.associazionebatticinque.com/quali-parole/">Quali Parole: parliamo di autismo</a> proviene da <a href="https://www.associazionebatticinque.com">Associazione Batticinque</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><h2 style="font-size: 50px;color: #47831B;text-align: center;font-family:Koulen;font-weight:400;font-style:normal" class="vc_custom_heading vc_do_custom_heading wpb_animate_when_almost_visible wpb_fadeInLeft fadeInLeft" >Le parole influenzano il modo in cui comprendiamo, rispettiamo e includiamo.</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element text-larger" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h4 style="text-align: center;">Scegliere un linguaggio corretto e rispettoso non è una formalità: è un modo concreto per costruire cultura inclusiva.</h4>

		</div>
	</div>
<div class="vc_row wpb_row vc_inner vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div  class="wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left">
		
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			<div class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="2000" src="https://www.associazionebatticinque.com/wp-content/uploads/2026/04/infografica-quali-parole-verticale.jpg" class="vc_single_image-img attachment-full" alt="" title="infografica quali parole verticale" srcset="https://www.associazionebatticinque.com/wp-content/uploads/2026/04/infografica-quali-parole-verticale.jpg 800w, https://www.associazionebatticinque.com/wp-content/uploads/2026/04/infografica-quali-parole-verticale-120x300.jpg 120w, https://www.associazionebatticinque.com/wp-content/uploads/2026/04/infografica-quali-parole-verticale-410x1024.jpg 410w, https://www.associazionebatticinque.com/wp-content/uploads/2026/04/infografica-quali-parole-verticale-768x1920.jpg 768w, https://www.associazionebatticinque.com/wp-content/uploads/2026/04/infografica-quali-parole-verticale-614x1536.jpg 614w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></div>
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	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><style>.vc_btn3-style-gradient-custom.vc_btn-gradient-btn-6a3f06191c43f:hover{color: #000000;background-color: #D0D087;border: none;background-position: 100% 0;}</style><style>.vc_btn3-style-gradient-custom.vc_btn-gradient-btn-6a3f06191c43f{color: #000000;border: none;background-color: #B7DC9C;background-image: -webkit-linear-gradient(left, #B7DC9C 0%, #D0D087 50%,#B7DC9C 100%);background-image: linear-gradient(to right, #B7DC9C 0%, #D0D087 50%,#B7DC9C 100%);-webkit-transition: all .2s ease-in-out;transition: all .2s ease-in-out;background-size: 200% 100%;}</style><div class="vc_btn3-container vc_btn3-left vc_do_btn" ><button data-vc-gradient-1="#B7DC9C" data-vc-gradient-2="#D0D087" class="vc_general vc_btn3 vc_btn3-size-lg vc_btn3-shape-rounded vc_btn3-style-gradient-custom vc_btn-gradient-btn-6a3f06191c43f">PERCHE' IL LINGUAGGIO CONTA?</button></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element text-larger" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><span style="color: #808000;"><strong>Le parole con cui parliamo di autismo evolvono insieme alle conoscenze e all’ascolto delle persone autistiche, che negli ultimi anni hanno portato il proprio punto di vista. Scegliere un linguaggio corretto e condiviso non è formalità: significa comunicare rispetto, creare comprensione e favorire inclusione.</strong></span></p>

		</div>
	</div>
<div  class="vc_do_toggle vc_toggle vc_toggle_arrow vc_toggle_color_orange vc_toggle_size_md"><div class="vc_toggle_title"><h4>Clicca qui per approfondire &quot;Perchè il linguaggio conta?&quot;</h4><i class="vc_toggle_icon"></i></div><div class="vc_toggle_content"><p><strong>PERCHÈ FARE ATTENZIONE ALLE PAROLE CHE USIAMO PER PARLARE DI AUTISMO?</strong></p>
<p>La terminologia cambia nel corso degli anni e cambia nei diversi ambiti in cui viene utilizzata: quello clinico, scolastico, sociale e familiare parallelamente alle nuove conoscenze e consapevolezze.</p>
<p>Parlare di autismo in modo corretto a primo impatto può sembrare complesso, in realtà un <strong>atteggiamento rispettoso, di apertura e ascolto</strong>, è spesso sufficiente per entrare in relazione con ciò che ci sembra tanto diverso, complicato o sconosciuto.</p>
<p>Negli ultimi anni molte persone autistiche hanno deciso di esporsi, di raccontarsi affinché tutta la società potesse conoscere meglio lo spettro autistico anche da un punto di vista nuovo, <strong>quello di chi l’autismo lo vive su di sè</strong>, e comprendere, tra le altre cose, quali parole sono più corrette, inclusive e rispettose delle persone autistiche e per quali motivi.</p>
<p>La nostra Associazione ha ritenuto fondamentale ascoltare e prendere in considerazione anche questo importantissimo punto di vista, che arricchisce ciò che conosciamo e ci permette di assumere nuove prospettive.</p>
<p>Pensiero e linguaggio sono fortemente interconnessi. Le parole ci permettono di esprimere ciò che pensiamo e al tempo stesso di costruire nuovi pensieri, diversi significati.</p>
<p>Inoltre, per capirci dobbiamo poter parlare la stessa lingua! Se alle parole “autismo”, “inclusione”, “neurodiversità” diamo significati diversi, le incomprensioni saranno inevitabili. Così come se per esprimere lo stesso concetto utilizziamo parole molto diverse.</p>
<p>Condividere le idee e le parole più rispettose possibili con cui esprimerle serve a creare ponti, ad aprire possibilità di comunicare, conoscersi, aiutarsi e crescere.</p>
<p>Un cambiamento di lessico all’inizio può sembrare una superflua forzatura, per questo è importante capire <strong>perché</strong> si preferiscono alcune parole ad altre: non per semplice formalità, ma perché hanno significati diversi.</p>
<p>Scegliere quali parole usare significa quindi <strong>scegliere quale messaggio comunicare</strong>, inoltre, pensiamo che abituandoci a leggere e ascoltare la terminologia corretta, questa potrà entrare naturalmente nel linguaggio collettivo, insieme alle idee che racchiude.</p>
</div></div><style>.vc_btn3-style-gradient-custom.vc_btn-gradient-btn-6a3f06191dd09:hover{color: #000000;background-color: #B8AD66;border: none;background-position: 100% 0;}</style><style>.vc_btn3-style-gradient-custom.vc_btn-gradient-btn-6a3f06191dd09{color: #000000;border: none;background-color: #EAEA85;background-image: -webkit-linear-gradient(left, #EAEA85 0%, #B8AD66 50%,#EAEA85 100%);background-image: linear-gradient(to right, #EAEA85 0%, #B8AD66 50%,#EAEA85 100%);-webkit-transition: all .2s ease-in-out;transition: all .2s ease-in-out;background-size: 200% 100%;}</style><div class="vc_btn3-container vc_btn3-left vc_do_btn" ><button data-vc-gradient-1="#EAEA85" data-vc-gradient-2="#B8AD66" class="vc_general vc_btn3 vc_btn3-size-lg vc_btn3-shape-rounded vc_btn3-style-gradient-custom vc_btn-gradient-btn-6a3f06191dd09">IL PARADIGMA DELLA NEURODIVERSITA'</button></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element text-larger" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><span style="color: #99cc00;"><strong>La neurodiversità descrive la naturale varietà con cui si sviluppa la mente umana, influenzata da fattori genetici e ambientali, rendendo ogni persona unica. Non esiste uno sviluppo “giusto”: tipico e atipico sono solo categorie utili, dentro una diversità che va riconosciuta e rispettata.</strong></span></p>

		</div>
	</div>
<div  class="vc_do_toggle vc_toggle vc_toggle_arrow vc_toggle_color_chino vc_toggle_size_md"><div class="vc_toggle_title"><h4>Clicca qui per approfondire &quot;Il paradigma della Neurodiversità&quot;</h4><i class="vc_toggle_icon"></i></div><div class="vc_toggle_content"><p>Il concetto di <strong>Neurodiversità</strong><strong> </strong>spiega la varietà del modo in cui la mente umana si sviluppa. Questo sviluppo è determinato da fattori genetici e da fattori ambientali, ossia gli stimoli a cui ciascuno di noi è esposto durante la vita e che permettono la maturazione di una mente che è unica, la nostra.</p>
<p>Questo concetto è il corrispettivo neurologico del concetto di “biodiversità”.</p>
<p>Ci permette di capire che lo sviluppo che chiamiamo “tipico” non è uguale per tutti e non è uno sviluppo “corretto”, è semplicemente uno sviluppo che ha caratteristiche <strong>più frequenti</strong> nella popolazione.<br />
Allo stesso modo, quando parliamo di persone a sviluppo “atipico” non ha senso pensare che siano uguali tra loro, e che quindi ciò che è vero o buono o efficace per una di loro, lo sia per tutte.<br />
Il contenitore di quelli che, per utilità, chiamiamo sviluppo “tipico” e “atipico” è sempre la neurodiversità: <strong>ogni persona è diversa, unica</strong> <strong>e questo va</strong><strong> </strong><strong>riconosciuto e rispettato</strong>, anche perché è ciò che rende la specie umana ricca di infinite risorse e potenzialità.</p>
</div></div><style>.vc_btn3-style-gradient-custom.vc_btn-gradient-btn-6a3f06191ef24:hover{color: #000000;background-color: #D0D087;border: none;background-position: 100% 0;}</style><style>.vc_btn3-style-gradient-custom.vc_btn-gradient-btn-6a3f06191ef24{color: #000000;border: none;background-color: #B7DC9C;background-image: -webkit-linear-gradient(left, #B7DC9C 0%, #D0D087 50%,#B7DC9C 100%);background-image: linear-gradient(to right, #B7DC9C 0%, #D0D087 50%,#B7DC9C 100%);-webkit-transition: all .2s ease-in-out;transition: all .2s ease-in-out;background-size: 200% 100%;}</style><div class="vc_btn3-container vc_btn3-left vc_do_btn" ><button data-vc-gradient-1="#B7DC9C" data-vc-gradient-2="#D0D087" class="vc_general vc_btn3 vc_btn3-size-lg vc_btn3-shape-rounded vc_btn3-style-gradient-custom vc_btn-gradient-btn-6a3f06191ef24">COS'E' (E COSA NON E') L'AUTISMO?</button></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element text-larger" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><span style="color: #808000;"><strong>L’autismo è una forma di neurodivergenza, cioè un diverso modo di organizzarsi e svilupparsi del sistema neurologico, non una malattia né un difetto. Si parla di spettro autistico perché esistono caratteristiche comuni che però si manifestano in modi e intensità diverse in ogni persona.</strong></span><br data-start="541" data-end="544" /><span style="color: #808000;"><strong>Ogni persona autistica ha infatti un profilo unico, con bisogni, risorse e caratteristiche proprie.</strong></span></p>

		</div>
	</div>
<div  class="vc_do_toggle vc_toggle vc_toggle_arrow vc_toggle_color_orange vc_toggle_size_md"><div class="vc_toggle_title"><h4>Clicca qui per approfondire &quot;Che cos&#039;è (e cosa non è) l&#039;autismo?</h4><i class="vc_toggle_icon"></i></div><div class="vc_toggle_content"><p>L’autismo è un tipo di organizzazione neurologica che ha caratteristiche tali da determinare una peculiare condizione, un certo modo di essere.</p>
<p>Ogni persona autistica è diversa perché è una persona e in quanto tale la sua organizzazione neurologica è unica, come quella di ogni persona.</p>
<p>Le caratteristiche dell’organizzazione neurologica autistica sono diverse dalle caratteristiche di sviluppo neurologico più frequenti nella popolazione, ossia “di media”.</p>
<p>Per questo si parla di sviluppo tipico, quello che ha caratteristiche più frequenti, e atipico, con caratteristiche meno frequenti. L’autismo rientra tra le tipologie di sviluppo neuroatipico, ma non è l’unica condizione che rientra in questa categoria.</p>
<p>Si parla di <strong>spettro autistico</strong> per spiegare come le persone autistiche abbiano alcune caratteristiche comuni tra loro, ma queste caratteristiche sono presenti in ciascuna di loro in forme e livelli diversi, come per ciascuna caratteristica umana e combinandosi danno origine a profili unici, a persone uniche.</p>
<p>L’autismo non è un difetto dello sviluppo, è una neurodivergenza.</p>
<p>L’autismo non è una malattia, quindi non ha sintomi, ha caratteristiche.</p>
<p>Nella diagnosi di “Disturbo dello spettro autistico” o più aggiornata “Disturbi dello spettro autistico” la parola “disturbo/i” indica sia l’atipicità delle caratteristiche di sviluppo neurobiologico, sia le difficoltà che la persona nella condizione autistica può avere come conseguenza delle proprie caratteristiche e dell’interazione con il proprio ambiente di vita.</p>
<p>Non indica disturbo mentale.</p>
<p>La diagnosi di autismo distingue autismo di livello 1,2,3, che indica <strong>il livello di supporto necessario</strong> per garantire una buona qualità di vita (autonomia, apprendimento, autodeterminazione, benessere, realizzazione, ecc.) alla persona, in base alle sue caratteristiche.</p>
<p>Non indica il livello delle abilità cognitive, sociali o di linguaggio.</p>
<p>Non indica la “gravità” dell’autismo.</p>
<p>Non indica il funzionamento sociale della persona.</p>
<p>Essendo un modo di essere, l’autismo si può riconoscere sin dalla primissima infanzia, oggi la diagnosi di autismo viene fatta nei primi 3 anni di vita e ha lo scopo di offrire il sostegno adeguato alla persona autistica e alla famiglia, per prevenire e ridurre difficoltà e sostenere lo sviluppo del potenziale individuale, nonché accompagnare la persona autistica e la sua famiglia in un graduale percorso di conoscenza, consapevolezza e accettazione.</p>
<p>Tuttavia, la <strong>sensibilità diagnostica</strong> è cambiata nel tempo insieme alle conoscenze sul tema. Per questo ad oggi ci sono oggi tante persone che hanno ricevuto diagnosi di autismo solo da adulti ed esistono persone adulte autistiche che non hanno diagnosi o perché non ne hanno avuto occasione o perché non necessitano di supporto.</p>
<p>In alcuni casi, una persona nel corso della vita può perdere la diagnosi perché non necessita più di peculiare supporto, ma questo non significa che non sia più una persona autistica. Il malinteso che genera questa opzione porta molti clinici a non considerarla una scelta utile alla persona.</p>
</div></div><style>.vc_btn3-style-gradient-custom.vc_btn-gradient-btn-6a3f06191f4fa:hover{color: #000000;background-color: #B8AD66;border: none;background-position: 100% 0;}</style><style>.vc_btn3-style-gradient-custom.vc_btn-gradient-btn-6a3f06191f4fa{color: #000000;border: none;background-color: #EAEA85;background-image: -webkit-linear-gradient(left, #EAEA85 0%, #B8AD66 50%,#EAEA85 100%);background-image: linear-gradient(to right, #EAEA85 0%, #B8AD66 50%,#EAEA85 100%);-webkit-transition: all .2s ease-in-out;transition: all .2s ease-in-out;background-size: 200% 100%;}</style><div class="vc_btn3-container vc_btn3-left vc_do_btn" ><button data-vc-gradient-1="#EAEA85" data-vc-gradient-2="#B8AD66" class="vc_general vc_btn3 vc_btn3-size-lg vc_btn3-shape-rounded vc_btn3-style-gradient-custom vc_btn-gradient-btn-6a3f06191f4fa">PERSONA AUTISTICA O PERSONA CON AUTISMO?</button></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><strong><span style="color: #99cc00;">“Persona con autismo” è una forma che mette la persona prima della diagnosi, mentre “persona autistica” considera l’autismo come parte dell’identità. Molte persone autistiche preferiscono questa seconda espressione perché riflette meglio il loro modo di essere e non separa artificialmente la persona dall’autismo.</span></strong><br data-start="314" data-end="317" /><strong><span style="color: #99cc00;">Quando possibile è sempre meglio chiedere la preferenza individuale.</span></strong><br data-start="385" data-end="388" /><strong><span style="color: #99cc00;">In generale, si consiglia di usare “persona autistica”, “persona nello spettro autistico” o “persona con diagnosi di autismo”.</span></strong></p>

		</div>
	</div>
<div  class="vc_do_toggle vc_toggle vc_toggle_arrow vc_toggle_color_orange vc_toggle_size_md"><div class="vc_toggle_title"><h4>Clicca qui per approfondire &quot;Persona autistica o persona con autismo?&quot;</h4><i class="vc_toggle_icon"></i></div><div class="vc_toggle_content"><p>PERSONA CON AUTISMO è un’espressione “<strong>person-first</strong>”, che vuole sottolineare la centralità della persona, a prescindere dalle proprie caratteristiche. La maggioranza delle guide di stile in ambito clinico e socio-educativo propongono questa forma.</p>
<p>PERSONA AUTISTICA è un’espressione “<strong>identity-first</strong>”, l’aggettivo sostantivato indica l’autismo come una caratteristica che identifica la persona. La maggioranza delle persone autistiche preferiscono questa espressione perché l’autismo è un’organizzazione neurologica, quindi connota la persona, il suo essere (come il mancinismo, il l’omosessualità, il daltonismo, ecc.). Secondo le persone autistiche l’espressione “persona con autismo” può far pensare che la persona e l’autismo siano due entità distinte, che esista una persona <em>oltre</em> l’autismo, trasmettendo un&#8217;immagine fuorviante e investendo l’autismo di un valore assolutamente negativo.</p>
<p>Inoltre, l’obiezione che viene fatta è che per essere davvero inclusivo il linguaggio “person-first” andrebbe utilizzato per tutte le persone, e quindi andrebbe specificato “persona senza autismo” o “persona con sviluppo tipico”. Dal momento che non è così la maggioranza delle persone autistiche ritiene che questo tipo di linguaggio, nato dalle migliori intenzioni, non funzioni.</p>
<p><strong><br />
</strong><strong>QUINDI, COSA È MEGLIO DIRE?</strong></p>
<p>Quando possibile è sempre preferibile <strong>chiedere direttamente alla persona come preferisce che si parli di lei</strong>.</p>
<p>Negli altri casi, Associazione BattiCinque sceglie di sostenere le preferenze della comunità autistica, quindi consiglia di utilizzare le seguenti espressioni:</p>
<ul>
<li>Persona nello spettro autistico</li>
<li>Persona autistica</li>
<li>Persona con diagnosi di autismo</li>
</ul>
</div></div><style>.vc_btn3-style-gradient-custom.vc_btn-gradient-btn-6a3f061920e99:hover{color: #000000;background-color: #D0D087;border: none;background-position: 100% 0;}</style><style>.vc_btn3-style-gradient-custom.vc_btn-gradient-btn-6a3f061920e99{color: #000000;border: none;background-color: #B7DC9C;background-image: -webkit-linear-gradient(left, #B7DC9C 0%, #D0D087 50%,#B7DC9C 100%);background-image: linear-gradient(to right, #B7DC9C 0%, #D0D087 50%,#B7DC9C 100%);-webkit-transition: all .2s ease-in-out;transition: all .2s ease-in-out;background-size: 200% 100%;}</style><div class="vc_btn3-container vc_btn3-left vc_do_btn" ><button data-vc-gradient-1="#B7DC9C" data-vc-gradient-2="#D0D087" class="vc_general vc_btn3 vc_btn3-size-lg vc_btn3-shape-rounded vc_btn3-style-gradient-custom vc_btn-gradient-btn-6a3f061920e99">INCLUSIONE e ABILISMO</button></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><span style="color: #808000;"><strong>L’abilismo è una forma di discriminazione che esclude o svaluta le persone in base alle loro caratteristiche fisiche, sensoriali o cognitive, attraverso barriere, linguaggi o atteggiamenti.</strong></span><br data-start="189" data-end="192" /><span style="color: #808000;"><strong>Riduce la persona alla disabilità, invece di riconoscerne identità e valore, talvolta anche in forme “positive” ma comunque stereotipate.</strong></span><br data-start="329" data-end="332" /><span style="color: #808000;"><strong>L’inclusione, invece, considera la diversità come normale e si basa sull’adattamento dell’ambiente per garantire accessibilità e pari opportunità a tutti.</strong></span></p>

		</div>
	</div>
<div  class="vc_do_toggle vc_toggle vc_toggle_arrow vc_toggle_color_orange vc_toggle_size_md"><div class="vc_toggle_title"><h4>Clicca qui per approfondire &quot;Inclusione e abilismo&quot;</h4><i class="vc_toggle_icon"></i></div><div class="vc_toggle_content"><p>L’<strong>abilismo</strong> è una forma di discriminazione che prende di mira le persone in base alle loro differenti caratteristiche fisiche, sensoriali e mentali.</p>
<p>L’abilismo si può manifestare in modalità diverse:</p>
<ol>
<li>come barriere architettoniche;</li>
<li>come parole, atteggiamenti, comportamenti che escludono la persona con disabilità in quanto difettosa, inferiore (uso di parole legate alla disabilità come insulti, atteggiamento buonista, pietista, “bambini speciali”, ecc.)</li>
<li>come parole, atteggiamenti, comportamenti che rappresentano le persone con disabilità come fonte di ispirazione per i neurotipici esclusivamente o in parte per la loro disabilità (<em>pornografia motivazionale </em>o<em> inspiration porn</em>: ad esempio “nonostante la sua disabilità è riuscito a laurearsi, è un eroe!”, “se ci è riuscito lui che è autistico, posso farlo anche io!”, ecc.).</li>
</ol>
<p>In entrambi i casi la diversità, ciò che si discosta da quanto considerato “normale”, assume un valore negativo e la persona, il suo nome, cognome, professione, le sue caratteristiche, interessi, pregi, difetti, bisogni è in secondo piano rispetto al suo presunto deficit.  Questo mettere al centro la disabilità di una persona e non la persona stessa toglie ad essa autorevolezza, non la pone in situazione di parità rispetto alle altre persone e, in questo modo, viene discriminata.</p>
<p>L’<strong>inclusione </strong>è una prospettiva che considera le differenze tra esseri umani, la normalità. Essere diversi è normale.</p>
<p>In quest’ottica le scelte che riguardano la collettività devono considerare questa diversità per garantire maggiore accessibilità possibile, non solo fisica (ai luoghi), ma anche culturale (accedere al sapere, all’apprendimento) e politica.</p>
<p>L’inclusione si basa sul modello bio-psico sociale della disabilità. Questo modello spiega che la condizione di disabilità è data dall’interazione della persona (con le proprie caratteristiche) con l’ambiente, il quale può offrire facilitatori oppure barriere.</p>
<p>Il focus dell’attenzione è quindi l’ambiente, la società, come essa può costruirsi e modificarsi per diventare accessibile a tutte le persone.</p>
</div></div><h2 style="text-align: center;font-family:Alegreya;font-weight:400;font-style:normal" class="vc_custom_heading vc_do_custom_heading" >PER APPROFONDIRE</h2>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<ul>
<li><a href="https://www.bossy.it/abilismo-linguaggio-termini-disabilita.html">https://www.bossy.it/abilismo-linguaggio-termini-disabilita.html</a></li>
<li><a href="https://www.fabrizioacanfora.eu/a-disabilandia-si-tromba"><u>https://www.fabrizioacanfora.eu/a-disabilandia-si-tromba </u></a></li>
</ul>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div></div></div></div>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.associazionebatticinque.com/quali-parole/">Quali Parole: parliamo di autismo</a> proviene da <a href="https://www.associazionebatticinque.com">Associazione Batticinque</a>.</p>
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